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3 gennaio 2017

Step #23 - UN COLORE "SELVAGGIO"

«Il "pensiero selvaggio" non è, per noi, il pensiero dei selvaggi, né quello di un'umanità primitiva o arcaica, bensì il pensiero allo stato selvaggio, distinto dal pensiero educato e coltivato.»
Partendo da questo pensiero dell'antropologo Claude Lévi-Strauss andremo a ricercare l'aspetto selvaggio del nostro colore, analizzandone la dimensione primitiva e irrazionale.
Per poter trovare questo aspetto bisogna rintracciare il suo rapporto con il reale cercando di materializzarlo, di renderlo fisico e reale.


LO SCARABEO SCOLPITO NEL LAPISLAZZULI

Ciondolo dorato con scarabeo in lapislazzuli.

Il lapislazzuli viene nominato nel "Il Libro dei Morti" (testo sacro egizio) come amuleto estremamente potente. Secondo gli Egizi aveva delle proprietà medicinali, era il colore dei Re e metteva in comunicazione con gli Dei.

Per loro era estremamente raro e prezioso lo scarabeo scolpito nel lapislazzuli in quanto simboleggiava l'immortalità.


Scarabeo scolpito nel lapislazzuli.


Ulteriori info:


17 dicembre 2016

Step #22 - IL COLORE IN ARCHITETTURA

UN'OPERA ARCHITETTONICA:

PORTA DI ISHTAR

Ricostruzione della porta di Ishtar al Pergamonmuseum di Berlino.

La Porta di Ishtar era l'ottava porta della città interna di Babilonia; fu costruita attorno al 575 a.C. sotto il re Nebuchadnezzar II.

Era ricoperta di lapislazzuli, una pietra semi-preziosa dal colore blu intenso, venerata nell'antichità per la sua vivacità e regalità. Questi mattoni smaltati davano alla facciata uno splendore tale da sembrare un vero e proprio gioiello.


Dal 1930 la porta si trova al Pergamonmuseum di Berlino, ricostruita con i materiali recuperati dagli scavi.




IL BLU OLTREMARE IN UNA RIVISTA DI ARCHITETTURA :

Il blu oltremare compare anche in un articolo della rivista di architettura:





Buona lettura!


9 dicembre 2016

Step #21 - BLU OLTREMARE: I PROTAGONISTI

Dalla sua scoperta fino a oggi numerosi personaggi hanno avuto a che fare col blu oltremare. Vengono di seguito riportati quelli più importanti e degni di nota.


Michelangelo
Michelangelo non poteva permettersi il blu oltremare. Si narra che il suo dipinto Deposizione di Cristo nel sepolcro (1500-1501) rimase incompiuto proprio perché l’artista non riuscì a procurarsi l’ambito pigmento (il mantello della Vergine, avrebbe richiesto una grande quantità di blu oltremare).


Raffaello
Raffaello si teneva il blu oltremare per lo strato finale, mentre per quelli di base preferiva la comune azzurrite.



Tiziano
Tiziano lo utilizzò nelle sue opere; basti pensare a Bacco e Arianna (1520-1523) dove spicca l'oltremare nel blu del cielo.


Jan Vermeer
Jan Vermeer era meno parsimonioso: non rinunciò ad usare questo pigmento dal costo proibitivo anche negli anni in cui versava in pessime condizioni economiche e lasciò la sua famiglia sotto una montagna di debiti.



Giotto
Un altro pittore che ne fece largo uso fu Giotto, ma di questo ne abbiamo già parlato in un post a lui dedicato.



Jean-Baptiste Guimet & Christian Gottlob Gmelin
Nel 1824 fu offerta una lauta ricompensa a chiunque riuscisse a creare artificialmente il blu oltremare. 
Gmelin (
professore tedesco) sostenne di essere arrivato alla soluzione, ma di aver aspettato a pubblicare i suoi risultati.
Guimet (chimico francese) affermò di aver messo a punto la sua formula un anno prima di Gmelin e di aver preferito non rendere pubblica la sua scoperta. Il premio fu assegnato a Guimet e l’oltremare artificiale fu ribattezzato "blu Guimet".



Yves Klein
E oggi invece? Oggi tale colore è molto utilizzato da artisti del calibro di Yves Klein. Ma cosa avrebbero pensato Tiziano o Raffaello dei suoi quadri, dove il blu oltremare è usato letteralmente a barattoli?

30 novembre 2016

Step #19 - ANATOMIA DEL BLU OLTREMARE

Lo hanno definito il blu dell'alto mare. O, meglio ancora, il blu degli oceani più profondi e vasti; quello dei film, quello delle mareggiate, quello solcato dai pirati più feroci. E invece col mare non ha poi tanto a che fare.

"Oltremare" indica solo quelle terre da cui proveniva, le terre del vicino Oriente, al di là del nostro mare appunto.

Ma il blu oltremare in realtà è il colore di una pietra.

Una pietra.

No, fermi tutti! Non una pietra qualunque, una signora pietra: il lapislazzuli!

La pietra lapislazzuli.

Proprio lei, quella pietra il cui nome si trovava sui libri di scuola quando studiavamo la storia degli antichi egizi. I faraoni la usavano nelle proprie tombe poiché era preziosissima.
Talmente preziosa che quando nel Medioevo si scoprì come ricavare da essa il blu oltremare, siccome il lapislazzuli costava parecchio (quasi quanto l'oro), i migliori falsari lo sostituivano con l'azzurrite.

Ancora non avete capito di che colore si tratta?
Andiamo, chiunque alle elementari portava nel proprio astuccio almeno uno di questi! 

Pastello GIOTTO color blu oltremare.

O in alternativa si divertiva a dipingere con questo!
Tempera color blu oltremare.

Se questi due esempi non fanno al caso vostro, ve ne propongo uno che conoscerete sicuramente. Alle scuole superiori avete certamente studiato Giotto in storia dell'arte; ecco, lui era il re del blu oltremare! Non solo lo usava, possiamo dire che ne abusava!

Giotto, Il cielo stellato, Cappella degli Scrovegni, Padova.


E se nemmeno così sono stata d'aiuto, non vi resta che immergervi nei meandri di questo blog!


Buona lettura!


18 novembre 2016

Un "falso" blu oltremare oltremare

Cristallo di azzurrite.
L'azzurrite è un minerale, della famiglia dei carbonati formato da cristalli allungati e tabulari, striati, ricchi di facce.

Nel medioevo l'azzurrite fu un importante pigmento per il colore blu, in sostituzione del più costoso blu oltremare.

L'azzurrite però aveva il difetto di non essere adatta all'affresco, perché tendeva a polverizzarsi e cadere. Questo effetto si manifestava molti anni dopo. Un esempio celebre è la Crocefissione di Beato Angelico nel Museo nazionale di San Marco a Firenze.
Azzurrite.

16 novembre 2016

International Klein Blue

Yves Klein, IKB 191, 1962.




L'International Klein Blue (IKB) è una tonalità di colore blu oltremare molto profondo messa a punto dall'artista francese Yves Klein.







Yves Klein, Anthropométrie sans titre, 1961.





Klein iniziò dal 1957 a utilizzare il blu come componente centrale delle sue opere. Realizzò una serie di produzioni monocromatiche usando l'IKB come tema centrale. In alcune performance art l'artista verniciò modelle nude che poi fece camminare o rotolare su delle tele (vedi immagine di lato).





Step #18 - LE ARTI PITTORICHE


Descrizione: IKB 191, pittura monocromatica
Autore: Yves Klein
Anno: 1962
Luogo di esposizione: Museum of Modern Art (New York)
Dimensioni: 195.1 x 140 cm





Descrizione: L'Accord Bleu (RE 10)
Autore: Yves Klein
Anno: 1960
Luogo di esposizione: Stedelijk Museum (Amsterdam, Paesi Bassi)
Materiali e tecniche usate: vernici, spugne e ciottoli su legno
Dimensioni: 199 x 163 x 13 cm




Di altre opere d'arte si è già parlato in precedenza:


15 novembre 2016

Approfondimento: gli affreschi di Giotto

Negli affreschi il blu oltremare veniva utilizzato solo a secco (scoloriva con gli acidi, ma resisteva bene alla luce) applicato con dei leganti sull'intonaco asciutto.

Tale pigmento fu utilizzato negli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova.


Giotto, Il cielo stellato, Cappella degli Scrovegni, Padova.
  
Dettaglio del cielo stellato.

Giotto, Bacio di Giuda, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto, Crocifissione, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Giotto, Fuga in Egitto, 1303-1305 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova.


14 novembre 2016

Step #14 - IL BLU OLTREMARE NELLA CHIMICA

Come già accennato nello Step #1 il blu oltremare si può trovare sia come pigmento naturale, sia come pigmento artificiale.

Il pigmento naturale si ottiene con la macinazione del minerale lapislazzuli, quello artificiale attraverso un processo chimico.

Blu oltremare naturale.

Blu oltremare sintetico.
In questo post ci soffermeremo proprio sulla chimica del pigmento artificiale.


CARATTERISTICHE CHIMICHE
Nome IUPAC
Alluminosilicato di sodio polisolforato
Formula
Na8-10 Al6 Si6 O24 S2-4
Tipo
Pigmento sintetico inorganico



A COSA È DOVUTO IL COLORE BLU?


Struttura molecolare del blu oltremare.
Il blu oltremare è un alluminosilicato di zeolite con la struttura della sodalite.
La sodalite è costituita da una gabbia di alluminosilicati interconnessi. Alcune di queste gabbie contengono anioni polisolfuri Sxn- che sono cromofori (capaci di conferire colorazione a una sostanza).



La natura del polisolfuro determina il colore della sostanza. Il blu oltremare contiene ioni S2- come cromofori.


...E NON SOLO


Le proprietà chimiche di questo pigmento lo rendono alterabile al piombo, e stabile a luce, temperatura e umidità; ha un'ottima resistenza agli alcali, mentre viene attaccato dagli acidi, anche deboli, con sviluppo di acido solfidrico e scomparsa del colore. Oltre i 400 °C può decomporre liberando biossido di zolfo.

Altre caratteristiche
Tossicità
Non tossico
Solubilità in acqua
Insolubile
Potere coprente
3/5
Potere colorante
Medio
Quantità di diluente
Media
Tempo di asciugatura
Medio
Stabilità
Alta
Opacità
1/3

PRODUZIONE CHIMICA


Per la produzione viene utilizzato il metodo di Gmelin che consiste nella miscelazione di:

  • 100 parti di caolino
  • 80 di silicato e solfato di sodio
  • 80 di zolfo
  • 10-15 di carbone di legna e carbonato

Il tutto avviene alla temperatura di 800 °C per circa 24 ore. La massa ottenuta, dopo il raffreddamento, deve essere macinata e lavata con acqua per eliminare i residui solubili.

4 novembre 2016

Step #11 - UN DOCUMENTO...BLU OLTREMARE

Per gli appassionati di filatelia ecco un pezzo storico color blu oltremare:









L'esemplare in questione è stato sottoposto all'esame di uno dei più noti periti filatelici del panorama italiano: Giacomo Bottacchi. Il francobollo, ritenuto originale, è stato venduto all'asta per un valore di 420€. Di seguito è riportato il certificato finanziario di qualità.


Commento di Giacomo Bottacchi.

1 novembre 2016

Un po' di storia



Christian Gottlob Gmelin (Tubinga, 1792 – Tubinga, 1860)
è stato un chimico tedesco. Nel 1828 fu uno dei primi
a ottenere artificialmente il pigmento colorante blu oltremare.


14 ottobre 2016

Step #4 - I COLORI NEL MITO


Iris.
Nella mitologia greca e romana la dea madre di tutti i colori era Iris (Iride per i Romani). Dotata di piedi veloci e di grandi ali, era una messaggera degli dei. Una caratteristica fondamentale era che al suo passaggio lasciava una striscia colorata dove camminava: l'arcobaleno. Alcuni la descrivono dotata di ali dorate, altri la volevano vestita con un manto variopinto, forse formato da gocce iridescenti, i cui colori lasciavano la scia nel cielo.

Ma dei sette colori della dea dell'arcobaleno, ci focalizzeremo sul blu e in particolare sulla sfumatura dell'oltremare.

Come abbiamo ricordato più volte, tale colore è inevitabilmente legato alla pietra da cui si ricava. 

Porta di Ishtar
al Pergamonmuseum
di Berlino.
La tinta blu rappresentava il colore proprio del cielo inteso come regione sovrumana: la sede divina fu sempre concepita nel cielo. Le statue delle divinità mesopotamiche erano fatte di lapislazzuli, nella Bibbia e nei papiri egiziani numerosi sono i riferimenti al blu come icona del sacro. Il blu appariva nelle città e nei templi per portare il divino in mezzo agli uomini; la porta di Ishtar a Babilonia era costruita con piastrelle di lapislazzuli, in Greca l'azzurro si trovava nei fregi dei palazzi e dei templi e anche i palazzi micenei erano adorni di intarsi di materiale blu. Gli antichi sumeri pensavano che gli occhi azzurri fossero un segno distintivo degli dei.






Vengono elencati di seguito alcuni esempi mitologici degni di nota.

LA GLAUCOPIDE ATENA: mitologia greca

La dea greca Atena viene citata talvolta con l'epiteto glaucopide [dal greco γλαυκῶπις -ιδος, composto di γλαυκός «lucente, glauco» e ὤψ ὀπός «sguardo»] il cui significato è comunemente interpretato come «dagli occhi brillanti» oppure «dagli occhi azzurri, cerulei». Anche in questo caso l'azzurro è una caratteristica divina.


LIBRO DEI MORTI: mitologia egizia

Osiride.
È stato ritrovato un legame tra blu-azzurro e il lutto: Osiride, intermediario tra la vita e la morte, viene descritto a volte con artigli d'oro, il capo di lapislazzuli e la corona di malachite. Nei riti in cui si celebrava la morte del dio veniva portata in processione una statua che lo rappresentava, fatta di lapislazzuli.
Il blu-azzurro era presente anche nella decorazione delle costruzioni funerarie. I soffitti erano spesso dipinti di azzurro e cosparsi di stelle a simboleggiare i campi scintillanti che il defunto avrebbe raggiunto dopo la morte. Infatti gli egizi immaginavano il cielo come una piantagione di pietre preziose in cui i magici lapislazzuli e turchesi, le prodigiose malachiti e gli smeraldi scintillanti portatori di virtù brillavano come stelle promettendo fertilità, abbondanza e vita eterna.


POEMI PRE-OMERICI: mitologia sumerica
Gilgamesh.

Riscontriamo la presenza del lapislazzuli anche nel poema più antico della storia: l'epopea di Gilgamesh.
È una pietra talmente preziosa da comparire sempre in relazione a elementi divini:
  1. nel prologo come pietra su cui erano incise le gesta del mitico re/dio;
  2. nella Tavola VI come materiale costituente le corna di un toro celeste mandato dagli dei sulla terra;
  3. Il serpente piumato Quetzalcoatl.
  4. nella Tavola IX sono presenti gli alberi di lapislazzuli nel giardino del dio Sole.

DIVINITÀ SERPENTE: mitologia azteca

Anche i popoli extraeuropei associavano il blu al divino: secondo un mito azteco il Serpente Piumato, il dio Quetzalcoatl, in una delle tante sembianze che poteva assumere, aveva carnagione chiara e occhi azzurri.
Egli aveva lasciato il Messico con la promessa che sarebbe ritornato a liberare il suo popolo; quando gli Aztechi videro sbarcare sulle loro coste gli spagnoli di pelle chiara e con gli occhi azzurri pensarono che il loro dio fosse tornato e non si difesero dall'invasione dei conquistadores.



DIVINITÀ BLU: mitologia buddista

Il Buddhismo esoterico è solito presentare i concetti più astratti attraverso le immagini visive. In particolare l'estetica tratta spesso cinque colori: bianco, giallo, rosso, blu, verde.

I cinque Buddha trascendentali, personificazioni degli aspetti astratti del Buddha, sono tutti caratterizzati da un colore che si dice favorisca il processo di trasformazione di specifiche negatività umane in qualità positive:


Buddha blu della medicina.

1. Vairochana - bianco - trasforma l'illusione di ignoranza nella saggezza della realtà;

2. Ratnasambhava - giallo - trasforma l'orgoglio in saggezza di identità;

3. Akshobhya - blutrasforma la rabbia in saggezza;

4. Amitabha - rosso - trasforma l'illusione di attaccamento nella saggezza del discernimento;

5. Amoghasiddhi - verde - trasforma la gelosia in saggezza di realizzazione.



Nulla illustra meglio la spettacolare influenza che ha il blu più scuro nell'estetica buddista se non il "Buddha Blu", noto anche come il Buddha della Medicina o della Guarigione

La caratteristica più peculiare del Buddha (Blu) della Medicina è il suo colore, l'azzurro intenso del lapislazzuli. Il Maestro Blu della Guarigione (Buddha blu della medicina) è una delle figure più onorate nel pantheon buddista. In uno dei sutra (testi canonici) principali, concernente il Buddha della Medicina, Shakyamuni dice:

«Vi supplico, Beato Guru della Medicina,
il cui corpo color cielo, santo corpo di lapislazzuli
Significa onnisciente saggezza e compassione
Vasta come spazio illimitato,
Per favore dammi la tua benedizione.»